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Il mio diario online dove tratto con regolarità tematiche legate alla progettazione dell'esperienza utente, la strategia di concezione e realizzazione legate in particolar modo ad applicazioni web innovative (web 2.0 mia definizione)

31 marzo 2007

Netwo: incontro a yahoo

Netwo è un gruppo selezionato di professionisti, aziende e esperti del panorama 2.0 italiano, fondato da Alberto D’Ottavi, Stefano Vitta, Lorenzo Viscanti, Emanuele Quintarelli, Chiaroscuro e io stesso, che si incontra per affrontare i vari temi caldi di questo mondo con delle realtà affermate e fare così del networking tra i vari attori del web 2.0 italiano.



Ieri ci siamo incontrati presso la nuova sede di Yahoo italia, un ambientino molto cool fatto di calcetti... brand e immagini di leonardo da vinci stampate su vetro, affrontando il tema dell'innovazione nel web 2.0 con Massimo Martini, General Manager di Yahoo Italia.

La discussione si è focalizzata molto sulle opportunità di crescita della rete italiana e su alcuni modelli di business applicabili dalle startup italiane, specialmente nei prossimi anni dove sono previste delle evoluzioni negli investimenti sul web, particolarmente dal mondo della pubblicità.

Alcune foto dell'incontro e alcuni commenti della giornata sono già disponibili sulla rete, in ogni caso quello che io mi sono portato come valore aggiunto a casa è stata una certa qual certezza che l'esperienza utente sta giocando un ruolo fondamentale in questa nuova era della rete e che si potrebbe iniziare a parafrasare una celebre frase del mondo dell'usabilità legata agli e-commerce: "perchè impedire ai tuoi utenti di darti i soldi?" in "perchè impedire ai tuoi utenti di darti i loro contenuti?"

Aggiornamento: alberto ha pubblicato uno dei resoconti più completi della giornata

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:35
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29 marzo 2007

Ma perchè web agency?

Leggendo la riflessione di alberto sul rapporto tra Web Agency e committenza, che in buona parte condivido, mi sono messo a pensare su come però la realtà non sia fatta semplicemente di aziende che fanno web o fanno grafica o fanno comunicazione ma principalmente di aziende che fanno software.

Il web è principalmente software inteso come ramo complesso fatto anchesso di prodotti, comunicazione, design, innovazione, ecc.. dunque pensavo che una realtà che spesso viene dimenticata o poco considerata da chi fa web è quella di tutti gli applicativi che sono basati su tecnologie web e che oggi probabilmente fanno il grosso del fatturato dell'intero mercato (nella mia realtà di progettazione con la SketchIn è così).

In questa altra realtà i temi caldi tra il cliente e il fornitore sono spesso altri. Temi più legati alla gestione dei requisiti, all'efficienza e all'efficacia in uso, al mantenimento del progetto, alla sua evoluzione, ecc.. è dunque per questo che condivido in parte la riflessione di di Alberto a cui ha questo punto rilancio la palla per conoscere una sua opinione :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 23:26
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Faccette, Tag, Gerarchie, Cluster, ... un tentativo di trovare le informazioni in rete

Durante l'ultimo anno è diventato sempre più critico trovare le informazioni che ci interessano in rete visto che la quantità di informazioni in rete è in fortissima espansione. Google la fa da padrone in questo mondo ma anche lui sta raggiungendo i suoi limiti. Le piattaforme che fanno parte del web 2.0 hanno tentato di sopperire al problema della trovabilità delle informazioni con vari strumenti preimpostati e non come le faccette, le tassonomie o i tags. La quantità di informazioni è però tale che alla fine solo i temi più importanti emergono e non vi è una vera democratizzazione dell'informazione.

Qualche mese fa gli amici Emanuele Quintarelli, Luca Rosati e Andrea Resmini mi hanno presentato una loro idea che stavano sviluppando (concettualmente e praticamente) chiamata FaceTag che si poneva l'obiettivo di fondere differenti meccanismi di classificazione in un sistema di social bookmarking centralizzato.

L'idea a mio parere è molto interessante e mi ha stuzzicato parecchio, tanto da aderire al progetto accettando la sfida di concepire un nuovo tipo di interfaccia che per la prima volta fondesse tutti i meccanismi di navigazione principalmente utilizzati oggi. Settimana scorsa, anche grazie al buon Diego la Monica che ha dato una mano al codice, abbiamo presentato un primo risultato di questo progetto all'IASummit di Las Vegas con ottimi riscontri.



Nei prossimi mesi il progetto maturerà ulteriormente cercando così di ispirare un nuovo approccio e forse una nuova dimensione all'architettura dell'informazione.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:53
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21 marzo 2007

Stilo internazionale o scuola svizzera: il film

Negli ultimi giorni per fortuna o sfortuna sono stato parecchio assente da questo blog in quanto ho passato il tempo a scremare curriculum, trovare una nuova sede, fare diverse offerte e portare avanti tre grossi progetti... dunque un occupazione del 200% del mio work-time.



Nei prossimi giorni cercherò di riprendere una certa regolarità ma nel frattempo ci tenevo a segnalare un post del blog cuaderno che riporta il lancio del film Helvetica the movie, presentato il 13 marzo al South by Southwest Film Festival, dedicato allo stile svizzero del design a cui ho dedicato buona parte degli studi a scuola e che ancora oggi mi ispira in diversi progetti (è il mio font preferito).

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:46
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15 marzo 2007

SketchIn cerca personale!

SketchIn Sagl è l'azienda che dirigo che si occupa di fornire servizi di visioning e progettazione intorno agli utenti all'interno del software (specialmente web-based) a diverse PMI, pubbliche amministrazioni e multinazionali.

Nei prossimi due mesi è prevista una crescita del team di figure nell'ambito del visual design, usabilità (ergonomia cognitiva), dell'interaction design / information architecture e del marketing / commerciale.

Visto che lavoriamo con le persone per le persone voglio andare un po' in controtendenza e dunque sono subito in cerca di un graphic/visual designer (creativo :) che sappia sviluppare concetti e comunicazioni visive strutturate che poi verranno applicati a siti e software.

In questo verranno privilegiati coloro che per passione o per professione hanno anche esplorato campi come la fotografia, il 3d o il mondo dell'audio/video.

Non chiedo una grandissima esperienza ma chiedo entusiasmo, passione e voglia di crescere ed imparare in un team dinamico che affronta progetti sempre differenti, dunque fatevi pure avanti neolaureati/e o neodiplomati/e, il lavoro è a tempo indeterminato (minimo un'anno da contratto ... niente CoCoCo visto che qui non esistono :) e partirebbe per i primi mesi a tempo parziale (50%/60%) per poi crescere con i vari progetti.

La sede lavorativa è a Lugano (Svizzera) a massimo 1 ora di treno/macchina da Milano Nord, ma in ogni caso non sono escluse eventuali trasferte presso clienti un po' in tutta Europa (Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Londra, Ginevra).

Per chi fosse interessato a sottoporre il curriculum per questo o per gli altri profili (che verranno valutati in seguito) può inviarlo via mail a info@sketchin.ch o via posta a:

SketchIn Sagl
Via Ginevra 5
6900 Lugano
Switzerland

In caso vi fossero domande io sono qui.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:23
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Quanto valore crea l'ITC in confronto del PIL?

So che questa domanda non si concilia perfettamente con il tema di questo blog ma penso sia importante trattarla in quanto di fatto si parla di quanto valore riusciamo a creare noi professionisti dell'ICT: nel mio caso della progettazione.

Ieri sera durante l'assemblea generale dell'Associazione Ticinese Elaborazione Dati (di cui ho scoperto di essere il membro più giovane su 500 soci di cui solo 2 sotto i 30 anni d'età) sono stati presentati i primi risultati dello studio ICTI volto a dare uno spaccato della realtà dell'ICT in Ticino. Il Ticino è infatti una regione definita da molti la silicon valley d'europa dove il mercato dell'informatica è largamente ramificato grazie alle quasi 500 aziende attive e alle 3 scuole professionali superiori (università) presenti su una popolazione di poco più di 300 mila abitanti.

I risultati dello studio mostrano un dato interessante, in Ticino lavorano nell'ICT il 3% della popolazione creando però valore e mercato per quasi il 6% del PIL realizzando di fatto il doppio del valore per persona. Questo rapporto 2/1 si verifica solo in pochi settori del mercato (per esempio nel finanziario con un rapporto di circa il 3%/7%) e sembra essere veritiero anche se guardiamo l'intero mercato svizzero dove il 4% della popolazione totale coinvolta nell'ICT va a realizzare l'8% del prodotto interno lordo.

Detto questo è meglio chiarire però un punto, ad oggi questi dati, non esistendo una vera categoria ICT, derivano dall'aggregazione di diversi sotto-segmenti del mercato come lo sviluppo software, il supporto, la vendita di computer e le telecomunicazioni che singolarmente presentano fattori di prestazione differenti. È però interessante sapere che il settore tra i più piccoli ma con le maggiori prestazioni e la maggiore crescita è proprio quello dello sviluppo software il che dovrebbe nel lungo periodo essere rivalorizzato da chi si occupa di tirare i fili del mercato.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 14:52
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12 marzo 2007

HTML 5 o XHTML 2: il w3c prende una posizione

Da qualche giorno è avvenuta una piccola grande rivoluzione in quella che è l'architettura del web sviluppata dal w3c.

Gli scontri che sono nati negli anni tra chi aveva una visione di architettura pulita e chi agile hanno portato a due differenti progetti di (X)HTML che attraverso la nuova visione di avere architetture scalabili basate su XML con linguaggi agili. Questo finchè XHTML 2.0 ed il suo ecosistema di linguaggi non verrà adeguatamente supportato.

Questo ha portato al fatto che qualche giorno fa il gruppo HTML è stato spezzato in due gruppi di lavoro che si dovranno occupare rispettivamente di XHTML 2.0 (oggi più orientato all'enterprise) e (X)HTML 1.5 / 5.

Facendo parte di entrambi i gruppi e avendo vissuto una situazione paradossale per mesi tra l'HTML WG e il Web Application Format WG comprendo il perchè di questa scelta che di fatto potrebbe fare storcere il naso in quanto si potrebbero creare due web separati, ma nel contempo la condivido in quanto si stà dando una nuova speranza al futuro del web.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 20:14
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Le nuove frontiere della rete secondo Cisco

Ho aspettato qualche giorno prima di dare un' mio personale giudizio su quanto ho udito al Cisco Expo di Milano dove ho sentito parlare di innovazione specialmente sotto l'aspetto degli aiuti statali si o no, dove ho sentito parlare di globalizzazione da aziende come la barilla, dove ho sentito che Cisco c'è l'ha fatta un altra volta a rinnovarsi.

Ci sarebbe dunque un sacco di carne al fuoco da trattare ma mi vorrei concentrare sul filo conduttore proposto da Stefano Venuri, Amministratore delegato di Cisco Italia, che è partito dando una spiegazione lucida del 2.0. Il 2.0 nel software è la nuova versione che offre nuove possibilità all'utente e dunque nuove frontiere ai mercati ed è quello che sta succedendo oggi in rete grazie alla democratizzazione degli strumenti che permettono agli utenti di esprimersi.

Dunque vi è una visione che sia stato il software l'abilitatore di una nuova generazione di figli della rete che la fanno permeare in tutti gli aspetti della loro vita creando di fatto quella che Cisco chiama Human Network. Queste persone sono un Noi 2.0 visto che di fatto viviamo la nostra vita in maniera totalmente differente da prima. Questi sono concetti nuovi difficilmente spiegabili oggi (se non in un intero libro) salvo che con il video promozionale della stessa Cisco:



Altri video promozionali su YouTube.

Questo sta comportando la nascita di infiniti nuovi piccoli mercati che in genere non si sarebbero trattati (modello di pareto) ma visto che sono principalmente in rete vi è la consapevolezza che la "coda" vale. Questo ci porta all'Italia 2.0 come aziende in quanto dobbiamo evolvere il nostro modo di lavorare considerando la nuova realtà economica per agire e non subire passivamente questa nuova realtà condotta dai figli di internet.

Questa evoluzione delle aziende deve passare dagli strumenti che devono permettere la creazione di nuovo valore in azienda proveniente non solo dalla fascia dirigenziale, deve passare da un etica nuova dove valgono le persone, un etica anche ambientale. In questo Cisco si pone come esempio descrivendo l'introduzione in azienda di strumenti collaborativi come Wiki, di sale riunioni con comunicazione ad alta definizione che permettono le riunioni in tutto il mondo riducendo i viaggi aerei dei dipendenti e quindi riducendo le emissioni di CO2 (Cisco parla di 100 milioni di dollari di risparmio e 20% di CO2 in meno), di dipendenti delocalizzati per le città grazie alla telepresenza... tutto questo è la nuova realtà interna ma anche esterna (di vendita) di Cisco.

Che dire... Complimenti

PS: se chi come me si chiede alla fine cosa offre Cisco come nuovi prodotti... beh da quanto ho capito si tratta di strumenti hardware che abilitano l'estensione della nuova rete nel mondo fisico permettendo alla vostra azienda di adottarle

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 09:03
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5 marzo 2007

Skypecast sulla prototipazione

Con Alberto discutevamo da tanto tempo di organizzare una o più skypecast sui temi caldi della progettazione e finalmente (dopo esserci liberati di qualche impegno) siamo arrivati al dunque organizzando per domani sera alle 21:00 la prima skypecast sul tema della prototipazione.

La teleconferenza è aperta a chiunque voglia partecipare/contribuire.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 08:31
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1 marzo 2007

I professionisti nel web 2.0

Negli applicativi maggiormente 2.0 vi è un assoluta presenza degli utenti e dalla loro grandissima capacità di produrre contenuto in maniera puramente creativa. Questa grandissima quantità di contenuto di fatto sta diventando preponderante per le attività di fruizione e informazione da parte degli utenti che non partecipano ma fruiscono passivamente, un' esempio lampante di questo fenomeno è wikipedia che grazie alla sua immensa offerta sta attraendo verso di se una miriade di utenti che abbandonano i canali enciclopedici tradizionali.

Appare dunque evidente un fenomeno di ridimensionamento dei canali tradizionali dove operano i professionisti in confronto dei canali più aperti e generati dagli utenti a discapito proprio dei professinisti che in qualche modo si trovano costretti a cambiare il loro modo di lavorare, sempre che vi sia ancora il loro lavoro.

Ma vi è una possibilità che i professionisti si spostino sui nuovi canali 2.0?

Per rispondere a questa domanda mi riallaccio ad una risposta data durante il Lift 07 da Derek Powazek, fondatore di jpgMagazine, alla domanda "come vi comportate in confronto dei professionisti che sottopongono le loro foto alla vostra rivista?" dove la risposta è stata "li tolleriamo!".

Questa risposta "forte" non intende alcuna forma di emarginazione in confronto dei professionisti ma semplicemente indica come ad oggi le foto fornite da professionisti e scelte in seguito dagli utenti mediante votazione sono state pochissime. Ma allora i professionisti producono contenuti di minore qualità in confronto dei non professionisti? La risposta che mi sono dato è NI in quanto il professionista è sicuramente in grado di produrre contenuti superiori alla maggior parte dei non-professionisti, ma bisogna anche considerare che un' professionista può dedicare solo un' tempo limitato alla produzione di un contenuto mentre un appassionato con molto tempo libero può curare maniacalmente il proprio contenuto.

Tutto questo porta ad uno stato della situazione percepita da molti del web attuale di guerra fredda dove vi sono gli utenti che avanzano e i professionisti che tentano di difendersi.

Ma dunque possono i professionisti entrare ad essere professionisti nel web 2.0? Secondo me si ma alla condizione che i servizi siano concepiti per dare uno spazio di distinzione anche hai professionisti, cosa che in questo momento la maggior parte dei progettisti e degli ideatori di servizi tralasciano.

Alla fine il mio suggerimento da progettista a progettista è quello di concepire servizi SI orientati agli utenti MA che offrano anche un certo spazio per chi voglia lavorare regolamente e professionalmente su un canale.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 14:00
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