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Il mio diario online dove tratto con regolarità tematiche legate alla progettazione dell'esperienza utente, la strategia di concezione e realizzazione legate in particolar modo ad applicazioni web innovative (web 2.0 mia definizione)

27 novembre 2007

Phiware cerca un programmatore Drupal

Negli ultimi giorni è emersa in Phiware un'opportunità lavorativa su un progetto "social software" che andrà sviluppato a brevissimo termine in Drupal.

Ragionando con il team si è arrivati alla conclusione di voler cercare una persona da assumere direttamente a Lugano (Svizzera), che potenzialmente terminato questo primo progetto resti in team e curi nel tempo degli ulteriori progetti su questa tecnologia.

Stiamo dunque cercando un ingegnere del software, anche neolaureato o in fase di laurea, con ottime propensioni all'ingegneria del software e che conosca Drupal e voglia partire con un primo progetto con poi buone oppurtunità di venire assunto a tempo indeterminato.

Come al solito sono apprezzate doti come l'entusiamo, la voglia di fare, la voglia di vivere il team, il saper comunicare anche in forma scritta, etc :D

Purtroppo le tempistiche sono un po' tiranne dunque chi fosse realmente interessato e disposto alle condizioni citate può mandarmi una mail presentandosi per questo progetto (con curriculum) o meglio telefonarmi direttamente allo 0041 79 375 83 85.

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postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 20:27
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23 novembre 2007

La Brigata... una questione di stile

Settimana scorsa Reed Business Information, sotto il coordinamento di Emanuele Quintarelli, ha lanciato "La Brigata" uno dei primi social network professionali focalizzati su un determinato segmento di mercato, quello degli chef.



Come sketchin abbiamo partecipato, in particolar modo Alice la mia grandissima visual designer, alla realizzazione del progetto sviluppando la griglia visiva e l'aspetto visuale, ricercando in esso il giusto equilibrio per realizzare la giusta ambientazione. La ricerca di spunti d'ispirazione e sviluppo dei colori / toni è stata molto lunga e alla fine ci ha portato a sviluppare più di 20 varianti evolutive completamente diverse prima di trovare la retta via e raffinarla fin nei dettagli.

È proprio quest'ultima ricerca è stata a mio vedere uno degli aspetti più affascinanti del progetto che dunque voglio condividere (commentando) con voi attraverso alcune varianti intermedie molto interessanti.

ok ottimo stile molto delicato ma manca qualcosa...


ora è meglio... c'è più carattere e più tono ma è ancora troppo grezzo


siamo vicini... raffinato, inteligente e soprattutto molto dettagliato manca però ancora un pizzico di qualcosa per arrivare alla giusta ambientazione


perfetto ora c'è anche l'ambientazione... ancora qualche raffinamento sui dettagli e ci siamo... si può andare online!


postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:25
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I rischi di prototipare a fedeltà troppo alta

Qualche giorno fa mi sono imbattuto (su segnalazione di Totanus) in un'esperienza molto particolare dal punti di vista di chi si occupa di progettazione e realizzazione vissuta da Ted Patrick, uno dei più attivi evangelisti Flex.

Ted come molti sviluppatori usa Flex (ma il discorso vale anche per altri linguaggi/ambienti di sviluppo) per prototipare gli applicativi che andrà in seguito a sviluppare nel dettaglio utilizzando chiaramente i componenti di default che sono disponibili. Questi componenti sono però pensati a livello visuale e funzionale per creare applicazioni potenzialmente finali.

Dove sta dunque il problema?

Il problema è che Ted quando mostra i suoi prototipi con una così alta fedeltà ai clienti si trova davanti un gruppo di persone che pensa che l'applicazione sia già terminata e dunque non comprende perchè dovrebbero pagarlo per realizzare la definitiva.

Questo problema è abbastanza noto a chi usa la prototipazione rapida da molti anni ed è il tipico rischio che in genere si prendono inconsciamente coloro che sviluppano in ambienti agili (es: ROR).

Infatti realizzare direttamente prototipi ad alta fedeltà da un lato accellera lo sviluppo ma dall'altro non da il tempo agli stakeholders di comprendere l'evoluzione e la maturazione del prodotto; non portando così il giusto ritmo nei cambiamenti di requisiti e facendo passare il progetto come "semplice".



Ted dall'alto della sua esperienza ha risolto la situazione creando un foglio di stile per l'UI di default di Flex semplificato ai minimi termini (wireframes), soluzione che però probabilmente non gli risolverà comunque tutte problematiche date da un approccio prototipale diretto.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 14:58
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Semplici test d'usabilità

Effettuare dei test d'usabilità per comprendere le criticità di un'interfaccia è sicuramente un attività molto importante durante le fasi di progettazione di un sito web ma nonostante questo nel 99% dei casi quest'attività non viene effettuata principalmente per motivazioni di budget.

Motivazioni certamente valide per una miriade di piccoli progetti che non possono prevedere 2-3000 euro dedicati unicamente alle attività di test ma comunque labili se confrontate alle proposte di Steve Krug di pagare semplici test fatti dai vicini con casse di birra (gli errori principali emergono comunque).

Se nonostante questo comunque foste così pigri da non voler fare di persona il test oggi sul panorama di internet è comparso il servizio UserTesting.com che offre a prezzi del tutto ragionevoli (da 19$) la possibilità di farsi effettuare un semplicissimo test con utenti (non profilati) che ritorna un feedback di pochi ma utili punti.

Una soluzione certamente non adatta a progetti guidati secondo una logica centrata sugli utenti ma che comunque offre una buona qualità/prezzo per tutti i micro-progetti self-made.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 14:41
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21 novembre 2007

Dada Day 2007

Oggi a Milano c'è la 6a edizione del Dada-day in cui si tratteranno temi come l'informazione e la musica nel web (e mobile) 2.0. Questa volta non ho potutto fare un live blogging completo per limitazioni di batteria però ho colto (specialmente nel primo dibattito) una serie di spunti da cui potrebbero partire infinite discussioni:
  • corriere.it fa 950 mila lettori giornalieri di cui il 50% non compra il Corriere in edicola
  • dobbiamo constatare il cambiamento e reagire di conseguenza a questo cambio di vettori
  • i lettori cambiano quando devono cambiare e noi non possiamo fare altro che adeguarci al cambiamento, anzi anticiparlo!
  • il fenomeno 2.0 sta al giornale come il giornale sta all'invenzione della stampa
  • un evoluzione che impone a non essere il sito che si concilia con il quotidiano ma il quotidiano ad armonizzarsi al sito
  • i blogger erano visti come dei rompicoglioni! poi si è vista un evoluzione che li ha portati ad essere dei protagonisti
  • in italia siamo ancora al livello rompicoglioni :D però sono cambiati i lettori che pretendono un informazione migliore (in termini di ampiezza)
  • insieme alle donne l'altro motore dell'evoluzione dei paesi più chiusi sono le nuove tecnologie
  • interconnettere mainstream ed internet sta funzionando per il tg1 che riesce dare ordine nella massa di informazione che oggi emerge in buona parte dal basso
  • negli stati uniti non c'è paura di cambiare (culturalmente parlando)
  • internet è normale nella vita quotidiana non l'eccezione
  • se provo a pensare alla mia giornata lavorativa senza internet mi sento come se stessi navigando senza la bussola
  • sul sito da quando abbiamo abilitato la partecipazione si è vista una crescita degli utenti unici giornalieri
  • noi usciamo oggi la mattina (Gazzetta dello sport) con la percezione che il mondo è già andato avanti
  • l'anno dell'irruzione della rete nella politica è il 2007 attraverso un fenomeno negativo di protesta (mah)
  • la rete è il nuovo sistema operativo
  • il problema dei diritti in cina non esiste tanto non pagano proprio :)
  • un giornale che funziona è un bellissimo club in cui la gente si iscrive
  • dobbiamo rendere la musica acquistata online di maggiore qualità e più aperta di quella scaricabile via p2p
  • integrazione di piattaforme, easy to use e socialità sono la formula perfetta per la musica 2.0

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 13:36
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20 novembre 2007

Eric Reiss: user centered design or user driven design?



During the latest Italian Information Architecture Summit i can discuss (and interview) with Eric Reiss, writer and one of the most influential figures on the European information architecture/usability scene, about the difference between User Centered Design and User Driven Design in the real life works.

The answer is brilliant!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 20:15
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Cena a Como

Ieri sera ho passato una splendida serata (almeno per la prima parte) facendo una cena con tanti amici bloggers. Durante la serata gli argomenti non sono mancati e si è passati dallo spiegare ai meno esperti alcune professioni all'immaginare le vacanze ideali di un blogger.

Volevo dunque ringraziare tutti coloro hanno partecipato e che Gaspar ha aggregato in forma cartacea :)

Elena Trombetta
Francesco Goffredo
Luca Zappa
Francesco Armando
Giorgio Bardaglio
Mauro Migliavada
Andrea Perotti
Giuseppe De Spuches
Giovanni Corti
Roberto Reposo
Francesco Lietti
Valentina Orsucci & marito
Elena Marchiori
Alessandro Inversini
Leonora Giovanazzi
Roberto Dadda

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postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 20:07
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19 novembre 2007

IASummit 2007: facetag e riflessioni finali

Questo week end all'IASummit ho, tra le tante cose, tenuto la mia presentazione sull'interfaccia di FaceTag che a mio vedere è andata egregiamente dati i vari feedback. Visto le richieste di molti ho deciso di pubblicare anche qui le slide (oltre che sul sito del summit dove verranno pubblicate ed integrate con un paper).



Volevo altresì cogliere l'occasione per tirare un po' le somme di questo summit che personalmente mi ha arricchito di molti spunti soprattutto dal punto di vista delle conferme.

Ho capito che la sensazione di andare oltre la specializzazione dei team è un' esigenza reale.

Ho capito che il design deve muoversi oltre l'utente centrico per andare anche verso gli aspetti economici e del management (aspetto che chi mi conosce sa che spingo molto con l'idea di far testare i prototipi anche agli stakeholders per poter assorbire i cambiamenti di requisiti).

Ho capito che oggi gli utenti sono sempre più stakeholders e gli stakeholders sempre più utenti.

Ho purtroppo capito e stimato che in sud Europa, ed in particolare in Italia, abbiamo un gap di competenze, conoscenze, professionalità, capacità ma soprattutto di mercato che va dai 7 ai 10 anni... quando gli americani si concentravano sulla progettazione centrata sugli utenti su larga scala.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:26
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Joe Lamantia: The DIY (Do It Yourself) Future

Joe vuole chiudere in modo splendido le due giornate parlandoci di un futuro (già qui) dove i designer si fanno da soli... affermazione un po' enigmatica ma profonda come leggerete in seguito



Per parlare del futuro bisogna tornare indietro a 7 anni fa quando l'IA era al suo massimo splendore (negli states, qui da noi non è ancora arrivata) e dove il designer si doveva preoccupare di functional requirements, site map, card sort, content inventory, wireframes, taxonomies, navigation model, task flow, usability evaluation, etc... in un mondo dove si potevano ancora delineare gli aspetti di influenza (user, content, context) e dove si poteva definire un processo progettuale, un mondo che sta per finire visto che si stanno affacciando nuove realtà.

Ma cosa sta cambiando?

Cambia il modo di pensare l'esperienza progettata che oggi è sempre più:
  • multi-laterale (da più punti di vista)
  • co-creata (da differenti tipologie di designer)
  • multi-dimensionale (non più solo virtuale)
Dunque oggi ci si deve preoccupare di service design, brand resonance, emotional triggers, design ethnography, social metadata, ontology, metadata, organizational culture, adoption, behavior analytics, mobile experience, rich internet, social media, network mechanism... insomma un esperienza utente fortemente più integrata che ha portato ad un estremo incremento della complessità con relativi impatti sul design e dunque maggiori sfide!

Questa tendenza la possiamo constatare osservando per esempio i cambiamenti nei sistemi con cui dobbiamo interagire (se non progettare) che sono centralizzati e/o decentralizzati (facebook vs blogosfera) ma soprattutto sono permeabili e/o impermeabili dall'esterno (corte suprema vs amazon)... permeabilità e centralizzazione che si è dovuta iniziare a progettare.

I designer hanno inoltre trovato una nuova generazione di elementi da curare tra cui:
  • elementi sociali / partecipatori: identità, presenza, relazioni, gruppi, reputazione, negoziazione, arbitraggio... con tutto quello che è l'effetto network e le sue dinamiche (organizzazioni virtuali)... con conseguenza che il design è diventato da unilaterale a multilaterale
  • fattelo da solo: nuovi modelli economici e di produzione... i consumatori sono diventati anch'essi stakeholders per i designers
  • Spime:.. che aprono nuove frontiere al di fuori del digitale (fisico e virtuale nello stesso tempo) e sono formati da un ecologia emergente di tecnologie (RFID, Geo-locatio, smart object....) .. il design diventa così multi dimensionale tra virtuale e fisico
Vi sono anche nuovi pubblici insospettabili da soddisfare come contributori, remixer, aggregatori, commentatori, raccomandatori, consumatori... che si aspettano di essere coinvolti nel processo decisionale di progettazione!

Ed infine vi sono nuovi aspetti da considerare nello sviluppo di un prodotto tra cui la sua socialità, legalità, fisicità, percezione, connessione, biologicità ed eco-sostenibilità.

Ecco dunque rappresentato questo incredibile aumento di complessità che di fatto ci impone un'estensione delle faccie della UX di Morville aggiungendovi aspetti come: sostenibile, etico, multi-culturale, trasparente, permeabile, portabile, remixabile, modulare.



Come se tutto questo non fosse abbastanza dobbiamo ricordare che l'aumento di stakeholders (co-creazione) aumenta il rischio di creare conflitti tra i vari pubblici e tra i vari ambienti dunque vi è anche una forte variabile di gestione di questi ultimi.

Alla fine Joe cerca di tracciare il profilo del nuovo Designer che partendo già da una realtà professionale di forte specializzazione deve assumere nuove compentenze:
  • competenze nel business/finance
  • capacità tecnologiche
  • forti capacità di analisi e visualizzazione/rappresentazione
  • essere un comunicatore narrativo
  • capacità di pensare in modo olistico
  • competenze di innovatore strategico
  • empatico verso i clienti
  • creatore di tool e strumenti di lavoro
  • mediatore
con tutta una serie di nuovi compiti come:
  • business modeling
  • financial analysis
  • technological selection
  • organizational network analysis
  • change management
  • business anthropology
  • knowledge management
poichè oggi progettiamo:
  • piattaforme e framework
  • networks
  • processi e servizi
  • giochi e self-teaching system
  • phisical and emotional environments
  • communities
  • sistemi
e riceviamo feedback da:
  • dinamiche sociali
  • network effects
  • interazione gamelike
  • analisi in tempo reale
  • viariazioni simultanee
  • iterazioni parallele
Insomma... i cambiamenti sono stati tanti e come designer dobbiamo rincorrerli poichè oggi:
  • controllo è negoziazione
  • soluzioni sono frameworks
  • design sono template
  • discovery è facilitazione
  • difesa e responsabilizzazione
  • demografia è auto-definizione
  • cambiamento è trasformazione
  • produzione è creazione
  • feeds sono ora flussi
  • destinazioni sono nodi
  • strutture sono networks
  • architetture sono sistemi
  • sistemi sono ecosistemi
  • ecosistemi sono ecologie
Chiusura splendida del summit... all'anno prossimo ;)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:33
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Michele Lovino: Context Awareness - Ubiquitous computing

Michele Lovino ci presenta una serie di opportunità tecnologiche/progettauli legate al Context Awareness (tecnologia sensibile al contesto) e all'Ubiquitous computing (tecnologia invisibile integrata nell'ambiente).

Infatti oggi è possibile progettare e realizzare oggetti connessi, che interpretano perfettamente il concetto di esperienza ponte tra fisico e digitale, ad un costo contenuto grazie alla riduzione del costo della tecnologia HW, un esempio per tutti è ORB una sfera connessa che indica l'andamento dei propri titoli in borsa.

Con questa tecnologia disponibile è ora possibile estendere dei principi di navigazione e architettura dell'informazione anche verso oggetti fisici, nascono così i primi oggetti come Winem, un contenitore per bottiglie di vino connesso che implementa la possibilità nel mondo fisico di consultare i vini contenuti per caratteristiche attraverso delle faccette.



Tecnologia RFID, acquisizione di metainformazioni dalla rete e rappresentazioni cromatiche rappresentano così il cuore di questo interessantissimo oggetto connesso.

Dunque materie come l'information architecture e l'interaction design si fondono per concepire una nuova generazione di oggetti... ma come possiamo fare a crearli (o almeno prototiparli)?

Attraverso piattaforme di prototipazione per l'elettronica (open hardware / open software) recentemente emerse che oggi sono disponibili a costi contenuti come Wiring (un po' costosa e diffile da gestire) o Arduino (di cui troviamo anche un ottima knowledge base di esempi) e con linguaggi di sviluppo semplici e di alto livello come Processing.

Arduino per chi inizia (considerando che si tratta di apparecchi elettrici) è la più interessante poichè nonostante sia meno completa di Wiring è semplice, economica ed espandibile anche se non si cura molto della possibilità di errori.

So cosa fare il prossimo week end :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:52
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Linus De Petris: Education and Innovation in IA

Inizia il secondo giorno e Linus De Petris ci porta un'esperienza di organizzazione di un master specialistico in Information Architecture organizzato in Svezia con l'obiettivo di infondere la giusta interdisciplinarita ai discenti.

Si parte dall'idea è che innovazione non è invenzione ma problem solving (strazione, decomposizione, organizzazione) dunque non ha alcun senso nelle organizzazioni creare aree di innovazione isolate o separata ma bisogna portare la capacità di innovazione in tutta l'azienda attraverso la formazione. Facendo un escursus il punto debole che evidenzia è che spesso questa criticità nelle organizzazioni è provocata non da chi è competente di computer science ma più che altro il management che si rende giustamente conto unicamente dei risultati finali mentre il lavoro degli IA (come anche dei programmatori) è spesso invisibile dietro ad un interfaccia risultando dunque poco comprensibile da parte del pubblico (amo questa parola al posto di utenti).

Nel programma formativo che stanno proponendo stanno così cercando di integrare aspetti differenziati che spaziano dalle tecniche di progettazione, al problem solving al management/business frammentando la parte teorica con la parte pratica attraverso un approccio formativo "project driven learning" dove gli studenti si trovano sempre confrontati a progetti reali dove sono tenuti a risolvere problemi.

da qui presenta l'approccio formativo e il programma del master sull'IA orientato a questo approccio... interessante.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:31
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Peter Van Dijck: Patterns in global IA

Arriviamo all'ultimo intervento della prima giornata tenuto da un'altra celebrità Peter Van Dijck che presenta una serie di design pattern da considerare quando si vanno a realizzare siti in più lingue / verso più culture.

Questi siti "globali" che si trovano in situazioni di multi lingua, multi user profile, multi culture devono essere progettati dal punto di vista dell'architettura dell'informazione tenendo in considerazione ogni cultura destinataria come univoca e considerando che:
  • le categorie fanno parte della cultura
  • Il locale deve essere mixed con il globale (es: ebay quando non trova alcun prodotto nella lingua selezionata effettua la ricerca anche in altre lingue)
  • strutture maggiormente tradotte (basarsi su strutture universali A-Z alphabetical, numerical)
  • standard globali con eccezioni locali (Standardization is a way to practice control, but generates tensions and workarounds - The tension between locales remains, and this tension is not something to be avoided or deleted - Susan Leigh Star)
Intervento semplice ma con spunti precisi.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:01
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Alberto Mucignat: SEO & IA

Alberto presenta l'incrocio tra UX, SEO e SEM che ha lanciato precedentemente sul suo blog riportando come la l'obiettivo comune sia la trovabilità dell'informazione.

La sua presentazione passa da degli spunti legati a come progettare per le persone favorisca anche i robot al fatto che gli utenti oramai entrano prevalentemente dalle pagine froglia (dunque la homepage è morta?). Presenta poi la teoria di Shirky per cui siamo passati da una navigazione top-down, ad una navigazione trasversale ad una vera e propria circolarità della navigazione... teoria che in canoni progettuali mi fa venire in mente una teoria emersa nel 2001 per cui SEO e SEM servivano ad arrivare in prossimità dell'informazione mentre era responsabilità del design arrivare al dettaglio e permettere la conversione.

Purtroppo Alberto (non me ne volere) mi ha lasciato un po' a bocca asciutta non presentando nulla di particolarmente nuovo per i progettisti di siti a largo contenuto... sarà per la prossima volta :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:54
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Jess McMullin: The Business of experience



Jess ragiona in termini più larghi della normale progettazione andando a toccare nel suo intervento un punto che anchio reputo molto critico, l'intermediazione della progettualità verso il mondo del business.

Già oggi non si può parlare solo di architettura dell'informazione ma di esperienza utente che è composta da una forte disciplinarità sia in ambito progettuale sia realizzativo verso vari aspetti di un prodotto... però questo inizia a non bastare. Le professioni, gli approcci e i processi per la progettazione della UX stanno raggiungendo in alcuni casi il loro limite, limite oltre il cui si intravvedono aspetti di pura business consultancy... ma cosa si intende con questo?

Jeff intende che arrivati ad un certo livello non si può più ragionare unicamente in termini di utente/utilizzatore come elemento centrale del lavoro del progettista ma lo stesso progettista deve iniziare ad allargare la sua visione verso i business need.

Dunque propone di utilizzare le competenze di comprensione ed indagine che i progettisti usano verso gli utenti per analizzare i clienti, comprenderne i business goal ed il loro contesto economico/finanziario, il tutto per cercare di trovare quell'area di sovrapposizione tra business e user need focalizzandoci gli sforzi creando così il "value centered design".

Questo paradigma è molto interessante in quanto è pensato per ottenere il miglior ROI: return of investment, quello che è importante sia per il businessman sia per l'utente contemporaneamente che simpaticamente chiama ROE: Return of experience.

Jeff approfondisce durante la presentazione il tema contrapponendo e paragonando gli aspetti produttivi (Framing, Problem solving, Function and Form, Style, ect.) con gli aspetti compresi dal nostro cliente: Soldi, Margine, Velocità e Crescita ... fino a quando i designers non saranno in grado di comprendere questi aspetti contemporaneamente non si arriverà mai alla Design Maturity.

Un comodo toolbox per aiutarci a comprendere gli aspetti del business ci vengono in aiuto quattro punti che devono essere chiari a tutti all'inizio del progetto e a cui anche i designer devono saper dare una risposta:
  1. qual'è il rischio del progetto (ricordiamoci che il 66% dei progetti IT fallisce)?
  2. qual'è la ricompensa?
  3. quale potrebbe essere l'inerzia nell'adozione da parte del mercato?
  4. quanto è vendibile la soluzione dagli intermediari?
ricordando sempre che è necessaria avere una visione a lungo termine visto che spesso prodotti adottati da visionari non verranno mai adottati dal grande pubblico.

Insomma la sfida che lancia Jeff per i designer di oggi è: come possiamo aiutare la parte business con la UX? Dove nel business dobbiamo fare realmente la differenza?

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:36
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Eric Reiss: invenzione, innovazione e architettura dell'informazione



Ecco un grande dell'IA che inizia chiedendo "qualcuno parla danese?" :)

Eric fa una riflessione molto profonda (e difficilmente reinterpretabile in queste poche righe) lanciando subito uno spunto: Il primo link della storia sono stati gli acquedotti italiani che portavano in se anche una forte innovazione "l'arco".

Ma cosa vuole dire innovare? la definizione di innovazione da dizionario "innovazione: l'introduzione di qualcosa di nuovo" secondo lui è veramente pessima in quanto non introduce un valore positivo della stessa.

Per Eric qualcosa di innovativo è qualcosa di utile, dunque emergono alcune motivazioni alquanto futili per innovare tra cui:
  • differenziare il prodotto
  • per essere differenti
  • per soddisfare il vostro ego
... motivazioni che stranamente sono il credo di una buona parte degli innovatori.

Eric spinge ancora più in la la sua riflessione dicendo che "spingere fino hai limiti non è innovazione" e che alla fine esiste una sola ragione per innovare... risolvere un problema!!!

Emergono così una serie di regole/pattern/leggi (chiamatele come preferite) che Eric dimostra in modo molto brillante e che vanno tenute in conto per una buona innovazione:
  • Prima legge dell'innovazione: se un innovazione non risolve un problema, ne creerà un altro.
  • Seconda legge dell'innovazione: I problemi non esistono nel vuoto e le soluzioni spesso hanno conseguenze inattese.
  • Terza legge dell'innovazione: un innovazione potrebbe capitare per caso
  • Quarta legge dell'innovazione: chi innova conosce e comprende le regole, questa è la differenza tra innovazione e idiozia
  • Quinta legge dell'innovazione: le soluzioni intuitive non hanno bisogno di istruzione (chiaramente considerandone il contesto d'uso... l'intuizione va bene per un sito ma per un applicativo serve l'istruzione)
  • Sesta legge dell'innovazione: gli inventori competono (che patentano) mentre gli innovatori collaborano (e sono ovunque)
Si esce dalla presentazione di Eric avendo compreso molto bene che invenzione e innovazione quasi mai collimano, che chi innova spesso infrange le regole esistenti ma non ne crea di nuove, che il più grande ROI è quando l'utente percepisce il suo problema come maggiore dello sforzo per imparare l'innovazione e che bisogna assolutamente distinguere innovazione da moda!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:13
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Secondo summit Italiano di Architettura dell'Informazione 2007: introduzione



Siamo dunque giunti al secondo summit italiano di architettura dell'informazione in un ambientazione moderna ma tremendamente fredda (atmosfericamente parlando).

Immediatamente si vedono (o si vedranno durante la giornata) tutta una serie di amici con Stefano Bussolon, Emanuele Quintarelli, Luca Rosati, Andrea Resmini, Fullo e Totanus con cui i discorsi (sulla fisica del gatto imburrato) si sono sprecati.

Inizia, dopo l'introduzione di Andrea Resmini a nome del board, Gianluca Salvatori assessore alla programmazione, ricerca e innovazione della provincia autonoma di Trento che pone una riflessione su come i temi dell'organizzazione dell'informazione e più a largo spetto l'ICT siano vitali per l'evoluzione tecnologica, dei processi aziendali, produttivi e di distribuzione. Purtroppo la realtà locale, italiana e in secondo piano quella Europea si sono trovate con minori investimenti a confronto della realtà Americana, trovandosì così di fronte ad un sovraccarico di aspettative da parte dei clienti che a volte a portato a delusione.

Questo effetto si è visto anche in altro modo nella riorganizzazione/re-ingegnerizzazione dei processi delle aziende attraverso le tecnologie dell'informazione dove i grandi casi di successo del mondo (cita Blockbuster) hanno avuto il coraggio di ricostruire completamente (... innovando) la loro organizzazione mentre le realtà che purtroppo vediamo oggi nel sistema Italia si è purtroppo fortemente orientata ad una stratificazione dei sistemi informativi dove sistemi di nuova generazione si incastrano su processi di 20 anni fa.

Oggi le aziende di successo presentano processi maggiormente modulari dove la sincronia è basata sui sistemi informativi diventando così più simili ad aziende "Lego" che ad aziende come la Ford degli inizi del 900'. In questa realtà la condivisione di conoscenza sia all'interno, sia all'estero nell'impresa risulta la chiave del successo per permettere tale modularità.

Una visione personalmente chiara e condivisibile.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:07
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15 novembre 2007

Domani IA Summit con Facetag

Domani si terrà a Trento l'Italian Information Architecture Summit 2007 dove verrà trattato il mio pane quotidiano.

Per l'occasione, oltre a sponsorizzare l'evento e presentare sketchin, presenterò il ciclo di progettazione che abbiamo effettuato su FaceTag in cui potrete sapere tutte le riflessioni (alcune malate) che mi sono venute in mente mentre ne progettavo la nuova interfaccia.

A domani dunque ;)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:24
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24 ore dopo la lunga coda

Ho aspettato 24 ore prima di porre una riflessione finale sulla serata di ieri dove Chris Anderson ha presentato la teoria della Lunga Coda e lo spunto con cui mi trovo ora è fortemente legato alla nuova moneta di scambio, il link, che rappresenta la reputazione di cui una persona gode e fin qui nulla di nuovo ma l'aspetto interessante è la cessione di link.

Il meccanismo dove reputazione e credibilità passano di link in link in fondo non è nient'altro che il meccanismo naturale con cui ci comportiamo nella vita quotidiana e con cui funzionano tutti i sistemi sociali che conosco... talmente evidente che mi sembra assurdo che fino a 5 anni fa nessuno se ne fosse accorto... da rifletterci su approfonditamente.

Comunque, volevo salutare i miei compagni d'avventura Giovanni Boccia Artieri, Marco Zamperini, Matteo Balzani, Adriano Gasparri, Zeno Tomiolo, Leo Sorge, Alessio Iacona, Tony Siino, Elena Franco, Giovanni Barbieri, Paolo Valdemarin, Johnnie Maneiro, Francesco Federico, Vittorio Pasteris, Davide Turi, Luca Sartoni, Francesco Fullone, Cristian Conti, Tom, Lele Rozza con cui ho condiviso questa esperienza cena compresa dove tra l'altro ho rivisto una miriade di amici.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:17
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14 novembre 2007

Chris Anderson: l'economia di oggi e del futuro

Una slide (fonte Google) che presenta il nuovo mercato e i suoi "dominatori"

L'economia della nuova lunga coda

Una nuova economia che tende verso il basso, non influenzabile, ascoltabile ma soprattutto dominata da milioni di persone che di fatto hanno un megafono!

update (a parte Gentiloni che sta scivolando a piedi pari) guardatevi questo video che da una visione del futuro:

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:29
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Chris Anderson il nuovo mercato

Gli esempi di come sono cambiate le regole proseguono: viaggi, editoria, moda, macchine, user-generated fashion, musica, media, ... il tutto è un mercato di fatto "liquido" basato sul passaparola (dove la fiducia passa dal grande al piccolo) e che sta portando al superamento del picco di crescita massima di tutta l'economia tradizionale.

Piccola uscita... arriviamo all'incubo di Chris la long-tail sui media dove si passano i modelli di misurazione tradizionali per passare al modello unico mondiale "il link" gestito in primis da google e che rappresenta un voto, la fiducia, la raccomandazione e che porta traffico che non è neutrale e che porta una parte della reputazione da sito (da blogger) a sito (a blogger).

Da qui nascono i blogger, detentori del potere dell'economia odierno poichè trafficano in "reputazione" attraverso i link, comunicando ed influenzando in un modo che nessuno a mai nemmeno ipotizzato.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:25
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Chris Anderson tornando al mercato

Nascono dunque forti diversificazioni per esempio 10 anni fa c'era il caffe, oggi ci sono decine di caffe da più parti del mondo, con più aromi, con vitamine, ecc... questo su caffè, acque minerali, cioccolato, ecc.. ma questa diversificazione non è nient'altro che l'adesione alle esigenze di nicchia.

Questo effetto è stato sfruttato anche nel mondo dei viaggi dove nel giro di quattro anni grazie alla granulare offerta (fuori dagli scali principali) delle low cost emergono sempre più i viaggi verso destinazioni non "top ten" dando l'opportunità all'utente di trovare esattamente il viaggio che ha sempre sognato... internet è alla base di questo!

Qui si posizionano le iniziative online che sono perfettamente in grado di lavorare con spazi espositivi infiniti al nome di "di più è diverso" con l'idea che l'utente possa trovare nuovi pattern d'acquisto che sarebbero completamente ignorati nella distribuzione tradizionale.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:10
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Chris Anderson si vende ciò che la distribuzione vuole

La rete a cambiato "la regola" che di fatto si era imposta prima non si vende ciò che vuole la gente ma si vende ciò che vuole la catena di supply... ma in rete questa catena e i limiti di spazio non esistono!

L'effetto è dunque che quella fascia di prodotti che non si rendeva disponibile nei negozi oggi online produce il 40% del fatturato (in crescita) di tutta la musica/film/libri/ecc venduta oggi, il tutto online.

Purtroppo questo mercato non riesce a passare nei negozi data la non economicità distributiva ma chi possiede le piattaforme di vendita online (ebay, amazon, netfix, ecc...) riesce ad ingaggiare questo mercato.

Il bello oggi è che questo viene compreso dai consumatori ma anche dai produttori che stanno iniziando a sviluppare e offrire prodotti che si posizionano perfettamente nelle nicchie per esempio nel 2001 è nata la prima birra senza glutine d'america (ma l'intolleranza esisteva anche prima) oppure in alcune taglie di vestiario... dunque stanno nascendo nuovi mercati non solo online.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:00
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Chris Anderson verso la sincronizzazione della cultura

Si passa da un epoca dove tutto poteva passare poichè quel tutto era TOP ad un punto dove anche i media devono iniziare a filtrare le notizie, questo effetto si ripercuote sugli stessi con il fatto che non potendo coprire tutto emergono nicchie indipendenti come i blog!

Dunque oggi anche in termini di mercato sappiamo che morfologie gaussiane dello stesso (dove il grosso è al centro "dei gusti") non è più reale, poichè così non si risponde alla domanda "cosa vuole veramente il consumatore?"... non esiste una sola risposa a questa domanda ma la morfologia più realistica è quella paretica, sempre misurata ma mai accettata poichè iniqua visto che dimostrava come molti avevano poco e pochi avevano molto... cosa inaccettabile in primis politicamente ma reale soprattutto in natura e nei sistemi sociali...

Questa morfologia è ancora più evidente in internet dove non si può trovare una "soluzione" media poichè la coda è effettivamente a funzione infinita visto che non si soffre del problema tipico dei negozi.... le limitazioni di spazio!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:46
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Chris Anderson e il 21esimo secolo

Chris presenta come all'inizio del nuovo secolo le vendite di CD, DVD, Libri, ecc... che rappresentano HIT o TOP sono in calo nelle vendite, ma l'industria musicale cresce.. come? Cresce poichè sono emerse logiche di coda che vanno a sopperire le non vendite di pochi album per venderne una scelta più ampia facendo crescere contemporaneamente domande e offerta con una radicale ridistribuzione dai pochi hai tanti.

Da qui scopriamo che molti assunti sui gusti che pensavamo sono di fatto cambiati, pensavamo che la musica POP fosse il top della musica oggi invece la ridimensioniamo e scopriamo che per esempio la classica ha un grandissimo spazio economico.

Lo stesso effetto si è visto anche nei servizi come la televisione, infatti la quota dei mercato delle principali TV è calata ma sono emerse decine di piccole televisioni che diversificano l'offerta portando reale competizione nel mercato.

Il pubblico dunque non è singolare ma è multi-variato!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:44
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Chris Anderson sulla lunga coda

Milano e l'italia potrebbe essere il ground zero della lunga coda, un luogo dove la nicchia, la personalità, la personalizzazione il gusto (la moda) dominano e rappresentano infinite nicchie fatte di boutique che però deformano tutto il mainstream del mercato più "di consumo"... questo si vede molte volte in italia, dove l'economia è basata su PMI focalizzane nel soddisfare in modo approfondito i bisogni delle singole minoranze e non della massa.

Immergiamoci nelle evidenze della lunga coda...

Nel 1935 emersa la new economy vera e propria con l'introduzione dei mass media attraverso la radio, mass media che di fatto hanno portato un uniformazione della comunicazione prima frammentata di villaggio in villaggio.

La radio come mass media portava una reale innovazione poichè al costo di una comunicazione permetteva di contattare migliaia di persone, il costo era sicuramente di infrastruttura ma si riduceva estremamente il costo della singola comunicazione... così si creo di fatto una cultura di massa/una cultura a minimo comune denominatore dove esigenze si incrociano su cose banali ma comuni a tutti.

Si è dunque arrivati ad una cultura dei prodotti di massa, una cultura "sincronizzata" che di fatto ci ha portato verso i TOP / HIT ... cultura del 20esimo secolo... ma oggi siamo nel 21esimo secolo, siamo in un'altra epoca :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:40
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Chris Anderson a milano: si inizia

Si inizia con una battuta "Chris ha 5 figli tutti sotto i 10 anni d'età il che fa capire che tipo d'uomo è" e con 3 amici seduti vicini Luca e Alessio.

A parte gli scherzi l'introduzione da parte di Fabris è chiara, il mercato è cambiato e si formula non più come un mercato basato sul "TOP" ma sulla reale risoluzione dei bisogni univoci delle singole persone da parte di non industrie (per via dell'antieconomicità delle nicchie per la produzione di massa) il tutto spiegato con una serie di esempi che spaziano da amazon all'astronomia, alla fiat... attendiamo l'intervento di Chris con anche la presenza del ministro Gentiloni.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 17:23
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Stasera live blogging sulla presentazione di Chris Anderson

Stasera sarò tra quel gruppetto di bloggers che, a Milano, seguirà la presentazione di Chris Anderson sulla lunga coda organizzata da The Ruling Companies Association.

Per l'occasione cercherò di riportare il più possibile in real time sia su questo blog, su flickr e su twitter. Nel caso voleste fare domande a Chris e ve ne fosse l'opportunità mandatemele direttamente su twitter durante l'incontro dalle 17:15 via.

A stasera ;)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 09:19
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Gphone/Android spiegato con chiarezza

Stamattina ascoltando la RSI ho ascoltato un servizio a cura di Roberto Brega che spiegava perfettamente ed in poche parole cos'è Google Android e come si contestualizza nel mercato... da ascoltare :)

Update: godetevi anche questo interessantissimo video che mi era sfuggito dove Google lo presenta dal punto di vista di product design

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 08:53
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13 novembre 2007

La non conoscenza di infiniti contesti

L'essere umano ragiona troppo per stereotipi ed io come essere umano mi allineo a questo comportamento.

Chi di voi andando a bologna in un cinema di periferia a metà pomeriggio di mercoledì a vedere "Die Hard 4" mi sa dire quale tipo di pubblico troverebbe?

Ho fatto questa domanda ad una ventina di persone e le risposte che ho ricevuto sono: giovani, studenti/studentesse, disoccupati... la realtà? A questa realtà non ci volevo credere neppure io però in quel contesto mi sono trovato in sala con più di 20 persone anziane over 60, principalmente donne che facevano battute e si esaltavano per Bruce Willis.

Questo contesto inaspettato è stato guidato da una valutazione comune stereotipata sull'incompatibilità tra le persone anziane e quel genere di film che di fatto ci insegna per l'ennesima volta che i casi di non conoscenza di un contesto sono potenzialmente infiniti.

E qui arriva il punto, in progettazione (dal prodotto alla comunicazione) se non si conosce il contesto si porta di sicuro il prodotto al fallimento o al non raggiungimento del massimo potenziale ma per fortuna se i contesti non conosciuti sono ancora infiniti si può affermare che potenzialmente ci saranno infinite possibilità per la progettazione, basta solo scoprirle ;)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 08:16
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Come il web 2.0 si posiziona tra i bisogni di maslow?



Ieri durante una discussione in studio è emerso un'interessante spunto: ma i servizi web 2.0 come si posizionano nella piramide dei bisogni di maslow? a che livello?

È chiaro che per una correttezza bisognerebbere prendere come riferimento il singolo servizio ma comunque ragionandoci in termini generali si può pensare come il primo web si sia concentrato in gran parte ad ovviare a bisogni di stima ed autorealizzazione ma il web 2.0?

A mio vedere con i social network siamo entrati sicuramente nei bisogni di appartenenza/amore/amicizia e con i tool online siamo probabilmente entrati nei bisogni di sicurezza e nei bisogni fisiologici?

Per logica nessuno oserebbe dire che il web 2.0 rientra nei bisogni fiosiologici ma sta di fatto che, come è successo nel mondo dei videogiochi, c'è chi sacrifica questi bisogni primari per essere onnipresente in questi servizi arrivando purtroppo in alcuni rari casi a vere patologie cliniche.

Il dubbio che ho per il futuro è: ma se arriveremo ad un web 3.0 e se il trend di "discesa" nel sopperire bisogni è corretto dove arriveremo?

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 08:02
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11 novembre 2007

Ecosistema ICT del Ticino: cosa potrebbe cambiare dall'acquisizione della Banca del Gottardo da parte di BSI?



So che questo post potrebbe non essere compreso da tutti perchè si riferisce ad un contesto di micro-economia legato alla Svizzera ed in particolare al Ticino; Ticino che da anni si distingue per un florido comparto delle aziende ICT spinte in buona parte dalla presenza di alcuni istituti bancari dominanti e locali tra cui la Banca del Gottardo (ad oggi proprietà di Swiss Life) e la Banca della Svizzera Italiana (di proprietà di Generali Assicurazioni).

Questi due istituti bancari rappresentano degli importanti clienti, in forma diretta o attraverso B-Source (ex: Boss Lab e di proprietà di entrambe le banche), per molte delle aziende attive nello sviluppo software e nei sistemi/reti che conosco nel luganese.

Queste due banche infatti hanno deformato il mondo ICT Ticinese grazie ad alcune scelte storiche come l'uso di sistemi bancari tradizionali + infrastruttura J2EE da parte di BSI, l'uso di .Net per tutto l'IT della Gottardo, la recente partecipazione (con cambio di nome) da parte di Gottardo a B-Source imponendo a questa società l'offerta di servizi anche su architettura Microsoft, ecc...

Dalla mia descrizione vedete che tutte queste società hanno un peso dominante sulle scelte operate dalle società Ticinesi del comparto ICT ed ora viene la notizia del momento: BSI si è comprata Gottardo per 1,8 miliardi di franchi.

Come potete immaginare questo evento cambia tutte le carte in tavola visto che probabilmente i sistemi informativi delle due banche dovranno essere unificati... si ma su quale tecnologia? Si torna ad un dilemma storico dello sviluppo software J2EE o .Net?

Probabilmente preponderà la scelta Java in quanto difficilmente in questi casi è l'acquisito a decidere però il punto è che qualunque sia la scelta diverse aziende chiuderanno o si riformeranno e a mio vedere anche buona parte del personale IT interno a Gottardo (o BSI) e B-Source verrà riqualificato o purtroppo perderà il posto di lavoro.

Mi fermo con questa mia riflessione volta a fotografare la situazione per lanciare la discussione con altri blogger Ticinesi (e dei dintorni) di cui mi piacerebbe avere l'opinione e l'esperienza in merito: Gaspar, Andrea e Luca... chiaramente l'invito è aperto a tutti :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 20:00
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Lapo Elkann: rilancia il Made in Italy 2.0

Lapo Elkann in una recente intervista all'interno del contesto della conferenza Digital Life Design ha dichiarato che "Italian Indipendent non è solo moda ma è uno stile di vita" riferendosi alla sua etichetta di design.

La sua dichiarazione è legata all'idea che questa etichetta porti il design italiano nel mondo in una nuova forma (2.0) cosa che però onestamente mi lascia un po' basito vista l'assenza di una storia dietro a questa giovane iniziativa che non si può certamente confrontare con le storiche case di design italiane sia nel segmento fashion sia industrial che tra l'altro si sono sapute abbastanza rinnovare negli ultimi anni (visto che specialmente Pininfarina è sempre più richiesto dalle casa automobilistiche in tutto il mondo).

Ma voi come designer italiani cosa ne pensate e come reagite a queste dichiarazioni?

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:50
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Tre italia e skypephone: dove arrivano i blog

Voglio segnalare una vicessitudine che sta travolgendo lo skypephone e Tre italia come ennesimo esempio di efficacia dei blog.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 12:16
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9 novembre 2007

Time annuncia la lista delle invenzioni dell'anno

Time come ogni anno ha stilato la lista, divisa per settori, delle invenzioni che sono emerse quest'anno. Tra le varie categorie ve ne sono diverse che hanno stimolato la mia mente da progettista soprattutto dal punto di vista dell'esperienza d'uso che offrono.

La mia top list è la seguente:

Il monitor flessibile
che apre nuove frontiere sul wearable computing


La Macchina Compatta
che rivoluzionerebbe il traffico e la concezione degli spazi urbani


L' iPhone
che ha introdotto nuovi paradigmi nell'uso di dispositivi mobili



La luce del buon giorno
che forse mi renderebbe meno brusco il risveglio


L'acquisto sociale
che cambierà il modo di fare shopping


I nuovi grandi aeroplani
che trasformerebbero un esperienza angusta in una permanenza in albergo



Il robot giardiniere
che allieverebbe di molto le fatiche di mio padre nell'orto


Questa è la mia lista, e la vostra qual'è? quali sono le invenzioni che vedete utili o promettenti per la vostra vita?

vi invito a fare le vostre liste di innovazioni!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 18:14
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Opportunità della Pubblica Amministrazione nel Web 2.0

Mentre Alice e Piero erano a IAB in missione speciale io ho tenuto una conferenza a Bologna sul tema delle opportunità per la pubblica amministrazione nel web 2.0 che potete fruire qui di seguito in slidecast:



ps: Gaspar ho usato il tuo post calcando un' po la mano ma l'effetto era voluto e ha funzionato :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:48
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IAB 2.0 tra web e realtà

A cura di Alice Garbocci e Piero (Piego) De Giosa (inviati coatti da Luca a IAB)



Come tutti sanno, Luca (link) è rimasto bloccato a Bologna causa speech e conferenze mancate, di conseguenza è completamente saltata la sua presenza a IAB FORUM 2007.

Sketchin non poteva mancare e quindi sono andati Alice e Piero che stanno scrivendo.

La giornata è iniziata alle 8:30 del mattino ed una volta muniti di bedge e bevuto un bel caffettino ci siamo fiondati alla Mega conferenza tenuta da IAB e Assocomunicazione.

Markettari e designer. Artdirector e Amministratori delegati. Insomma, il mondo degli addetti ai lavori era ben rappresentato in ogni sua forma e colore.

Si è quindi parlato di web, ma anche di marketing, di come la realtà sia cambiata anche se tanti faticano ancora a farci i conti, di come le agenzie di comunicazione dovrebbero saper crescere...ecc (per il resto va letto il post).

Molte sono state le visioni rappresentate e raccontate, ma la nostra generale impressione è stata quella di osservare una cenerentola, appena baciata dal principe dopo secoli e secoli di sonno.

Tanti, come si direbbe dalle mie parti (Alice), sembravano cascati dal pero. Traduzione in italiano corrente: Caduti dalle nuvole.

Dopo l'intervento di Layla Pavone presidente di IAB Italia ed elegantissia madrina, si sono susseguiti gli interventi di numerosi personaggi.

Primo fra i molti è stato il faccia a faccia De Biase / Gentiloni. Progetti, visioni, legislazione e "pirateria" sono stati all'ordine del giorno.

Naturalmente non poteva mancare il commiato ad un enorme uomo come Enzo Biagi (poichè il ministro era sull'appennino per i funerali).

In Rapida succesione ad Enrico Gasperini, si è tenuto il "dibattito" , anche se in realtà (per motivi di tempo) non è stato tale che ha visto come protagonisti: Testa ( che ci ha raccontato come tutto secondo lui è una coesione, che il mondo si sta cambiando ma che in realtà ci troviamo di fronte ad un cambiamento di convergenza) , Curoni ( che ci ha parlato di misurazioni di Roi di audience e di come le aziende italiane debbano rendersi conto che il mondo è cambiato, che il business va condiviso con gli utenti), Piol ( che dall'alto dei sui anni e quindi della sua esperienza sostiene che il web è un dato di fatto e che le istituzioni devono farsi utenti e la rete ha bisogno di fondi), Maggioni ( con la quale concordiamo su molte opinioni, si è resa conto che internet non è più un New media, ma un media in evoluzione, che è un mondo complesso e frammentato e che i tecnici non possono più pensare di ragionare in maniera chiusa come se gli utenti non esistessero).

Utenti.Target. Consumer. Gli e Ci siamo sentiti chiamare in un'enormità di modi.

Sembra che ci guardino come animali rari come una specie che dal semplice essere ipnotizzabile si rivolta, si evolve e diventa prosumer. Utente Proattivo. Utente al quale è diventato difficile dire bugie o tenere nascoste verità. I clienti si autoorganizzano decidono della vita o della morte di una marca. Lo si sa è più facile e sicuro ascoltare un amico piuttosto che fidarsi di un'astratta entità chiamata brand.

I brand, soprattutto quelli legati a realtà multinazionali si stanno pian piano rendendo conto che tutto sta mutando e che questa mutazione avviene ed è avvenuta grazie e all'interno del web.

Proprio su questi temi si è sviluppata la tavola rotonda che ha coinvolto :

  • Luca Bon (Vice President Marketing&Communication) McDonald's
  • Alberto Coperchini (Global Media Director) Barilla
  • Giacomo Robustelli (Responsabile Advertising) Poste Italiane
  • Lamberto Dolci (Responsabile Immagine e Pubblicità) ENI
  • Geraldina Marzolla (Direttore Brand & Advertising) Vodafone Italia
  • Fabrizio Paschina (Responsabile pubblicità) Intesa SanPaolo
  • Giovanni Chiarelli (Responsabile Area Commerciale e Marketing) Linear Assicurazioni
  • Taide Guajardo (Director Western Europe Media & Communication) Procter & Gamble
  • Carlo Salvadori (Direttore Consumer Marketing&Communication) Nestlè Italia
  • Giovanni Perosino (Head of Communication) Brand Fiat
  • Paolo Bozzano (Marketing&Communication Manager) Nissan

Dai rappresentanti di queste enormi aziende è venuto fuori in maniera quasi unanime di come gli investimenti, dopo piccoli esperimenti (spesso svolti nel NordEuropa), si stiano sempre più rivolgendo al media in discussione (internet) togliendo spazio e budget alla classiche ATL (above the line).

Coraggio, creatività, user experience, focalizzazione, conoscenza del media, sono tutti concetti sottolineati con il secondo giro di microfoni. I partecipanti alla tavola rotonda c'è sembrato esprimessero una sorta di lieve malcontento segnalando la necessità di creare competenze per il web e fornire sul mercato Italiano strumenti adeguati alle aziende che vogliono investirvi. Web agency, Agenzie di comunicazione e via dicendo non riescono a star dietro alle richieste. Non si sono ancora formate in italia professionalità e studi che invece all'estero prolificano, vedi UK.

Come dicevamo precedentemente, alcuni "creativi" sembrano vivere in un loro micro-ecosistema. Non si sono accorti o non hanno voluto rendersi conto di come il mondo intorno stava cambiando. Ed ora non abbiamo le giuste professionalità.

Significativi sono stati gli interventi di:

Luca Bon che sottolinea come sia fondamentale crescere ed ottimizzare gli sforzi in mezzi come internet ed intranet, Giovanni Chiarelli che ha parlato della Tribù di Linear leggendo alcune discussioni tratte dal forum e Giovanni Perosino che ha trattato il caso 500.

Nel pomeriggio il menu prevedeva ben tre workshop alternativi: nella cosiddetta sala rossa (nulla di politico!) il tema era “il marketing e i servizi diventano mobili" a cura della school of management del Politecnico di Milano, la sala blu offriva il tema dei “serch engine e user experience" e la sala gialla (nulla di cinese!) Google la faceva da padrone con il suo workshop sponsorizzato. Dopo un’attenta analisi delle tre opzioni possibili la nostra scelta è ricaduta sulla sala blu e la scelta non ci ha certo deluso.

Guidati dal moderatore Mauro Lupi, vicepresidente IAB, si sono alternate 4 corpose presentazioni con spunti decisamente interessanti. Ad aprire le danze ci ha pensato Olivier Mosca, SEO director NetBooster France, con uno speech sulle nuove sinerie fra SEO e SEM, ha seguito Nereo Sciutto con un’articolata presentazione sul search marketing, Nicola Tanzini (CEO di Intarget.bet) parlando del ruolo della reputazione nelle strategie di search marketing, e, last but not least, una presentazione a quattro mani di Miriam Bertoli e Luca Schiubola sull’uso dell’eye tracking testing come mezzo per migliorare l’user experience dei siti e (ancora più importante, specialmente per i presenti, incrementare le performance di marketing online).

I principali punti emersi, hanno riguardato l’importanza di prestare attenzione all’intero processo di creazione e ottimizzazione dei siti web; l’assunto che un buon posizionamento del sito basti per raggiungere gli score del cliente sta (lentamente?) lasciando spazio al connubio tra search marketing e user experience come strumenti (e non fini) per raggiungere un alto ROI. Inoltre, aggiunge Sciutto, la user experience riguarda non solo il percorso di fruizione del sito internet ma anche ciò che accade prima (la ricerca sui search engine) e dopo con il comunissimo e fondamentale passa-parola e lo scambio di feedback tra utenti, importante cartina di tornasole nella soddisfazione dell’utente...







A questo discorso si aggancia la presentazione sull’eye tracking tests, ad opera della TSW; la presentazione di casi reali di effettivi migliorie portate ai siti internet dai test di usabilità la consideriamo un’ulteriore controprova dell’importanza di non abbandonare (e convincere i clienti a non farlo!!!) un sito, anche se ottimo, dopo la messa on-line ma seguirlo e migliorarlo continuamente visto che l’user experience perfetta non esiste...ma può essere solo migliorata continuamente- ...morale della favola? citando Nielsen - pratica diffusa da almeno il 50% degli speakers di oggi - "destinare il 10% del budget per un nuovo sito ai test di usabilità in media ne raddoppia le vendite" il web 2.0 si sta creando e rafforzando sempre più; chi vuole essere partecipi di questa crescita deve investire in tutti i settori di ottimizzazione del proprio sito...deve cioè investire in modo....2.0!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:33
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Gmail è sempre in perpetual beta

La maggior parte degli utenti non se ne rende nemmeno conto ma i grandi servizi del web 2.0 sono sempre in evoluzione attraverso piccoli cambiamenti che dopo essere progettati, testati e ponderati vengono messi in produzione in completa trasparenza.

Così succede che un secondo prima un elemento di interfaccia di Gmail ha una forma ed un secondo dopo questa cambia.



E voi avete altri esempi di piccole evoluzioni "invisibili" che vi è capitato di documentare?

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:21
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Nissan Pivo 2: l'automobile del futuro con l'assistente robot

Nissan negli ultimi hanni ci ha deliziato con diversi prototipi di automobile dal design futuristico, dalle funzionalità innovative e dalle caratteristiche ecologiche dominanti. Oggi sembra che tutta la sua ricerca si sia fusa nella Nissan Pivo 2, un prototipo di city car pensato per affrontare in tranquillità e stile le strade cittadine di una metropoli.

L'automobile sembra uscita da un film di fantascienza o dal sogno di un interaction designer e presenta tutta una serie di caratteristiche innovative tra cui la possibilità di viaggiare in qualunque direzione, disposizione per tre posti passeggero ecquiparati (caratteristica emersa dalle ultime ricerche d'uso delle automobili), connessione permanente e assistente robot che aiuta il passeggero.



Proprio quest'ultima caratteristica (che penso farà impazzire leandro) è un introduzione straordinaria in termini di interazione perchè fa evolvere il normale navigatore GPS o assistente virtuale di bordo verso un oggetto emotivo che fa affezzionare l'utilizzatore e lo fa considerare un compagno.

Date un occhiata al video completo di come funziona e giudicare l'intuizione geniale di questa autovettura che oggi è un prototipo ma domani potrebbe essere la nostra compagna di viaggio!

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:00
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3 novembre 2007

Eriadne: un supporto utile per gli escursionisti

Lorenzo Patocchi ha appena presentato un'interessante applicazione per cellulari dal nome Eriadne che permette ad un'escursionista di tenere traccia dei suoi spostamenti durante le varie uscite ma soprattutto di condividere questa traccia con chi di dovere. Questo in termini di sicurezza nelle escursioni risulta molto importante in quanto facilita la localizazione in caso di incidenti inoltre il sistema utilizza differenti meccanismi di localizzazione e di comunicazione contemporaneamente in modo da enfatizzare ancora di più tale sicurezza.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 16:25
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Luca Sartoni: turista connesso turista felice

Luca Sartoni ha fatto una curiosa presentazione sul tema dell'impossibilità di offrire connettività aperta hai turisti in italia per via della legislazione vigente ipotizzando anche un modello che potrebbe ovviare a questo problema nella realtà italiana. Nel frattempo gustatevi la sua grandiosa presentazione

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:41
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eTourCamp: la mia presentazione e il termine della mattinata

La mia presentazione si è concentrata sul riproporre gli scenari/spunti che avevo identificato attraverso una piccola indagine etnografica per il progetto ritalia da dove è emersa un'interessante discussione.

I vari commenti mi pare siano stati principalmente di aderenza alla mia ipotesi ed è interessante su come si è caduti sulla "redditività" dell'applicazione di tali scenari che a mio vedere sarà purtroppo sfruttata in gran parte solo da quel provider che emergerà nella gestione degli stessi.




Dopo la mia presentazione sono riuscito solo a scorgere un interessante presentazione sul turismo in cina con un rilancio delle prossime olimpiadi.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 15:07
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eTourCamp: copertura video

Grazie ad Andrea Perotti sarà disponibile anche una copertura video in diretta su ustream


postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 12:03
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eTourCamp: la giornata inizia così così

Appena arrivato al barcamp purtroppo scopro che è un impresa parcheggiare (vi consiglio di parcheggiare in centro e venite a piedi) e anche all'entrata vi è una fila di almeno mezzora. Mi consolo controllando la posta elettronica ma scopro che la rete wi-fi offerta da AIL è veramente penosa inoltre appena ci si logga o in caso di errore ti manda poco eticamente al sito del casinò di Lugano... capisco le motivazioni ma sono un po' di pessimo gusto.

Mi consolo con la colazione :)

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 11:15
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eTourCamp: cronaca della giornata


Oggi ci sarà l'eTourCamp a Lugano e da buon padrone di casa ho deciso, nel possibile di fare una cronaca della mia giornata che inizia in questo momento con la partenza verso il padiglione conza e proseguirà nella giornata con una cronaca dei vari interventi.

postato da Luca Mascaro Il mio stato su skype alle 09:48
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